Fara Music nel borgo farfense, il bilancio del direttore artistico Enrico Moccia

06/09/2022 | Fara Music nel borgo farfense, il bilancio del direttore artistico Enrico Moccia

Fara Music nel borgo farfense, il bilancio del direttore artistico Enrico Moccia

Un grande lavoro quello messo in campo dall'Associazione Fara Music Festival che ha portato nel borgo farfense i grandi nomi del jazz nazionale e internazionale. Serate ricche di musica e di gente venuta da ogni dove per assistere agli spettacoli ma anche per visitare uno dei complessi monastici benedettini più antichi del nostro Paese.

La passione ma anche il coraggio di chi sa mettersi in gioco per far crescere anche in circuiti più piccoli un genere musicale di nicchia e che grazie a queste iniziative diventa accessibile a tutti. Sicuramente nel territorio sabino – ma non solo – il Fara Music è entrato nelle case di molta gente che aspetta la prossima edizione!

Un appuntamento che dal 2017 si conclude con un cammino solidale facendo sosta ad Amatrice e Accumoli dove i grandi jazzisti continuano a suonare. Quest'anno il maltempo ha posticipato la data dell'ultimo appuntamento del mese di agosto e lo ha rinviato allo scorso tre settembre concludendo proprio a Farfa il viaggio estivo del Festival jazz più importante del centro Italia, in termini di numeri e qualità!

E concludiamo, al momento, con la voce di chi da sedici anni porta avanti questo lungimirante progetto musicale. Lo abbiamo spesso menzionato. Si chiama Enrico Moccia e, oltre che direttore artistico del Fara Music, è anche musicista e produttore discografico.

Direttore Moccia, ieri dall'altra parte della provincia reatina e oggi di nuovo a Farfa. Il maltempo ci ha messo lo zampino ma si è recuperato brillantemente…
"Il Festival si sarebbe dovuto concludere ieri ad Amatrice, al termine del cammino solidale che ogni anno organizziamo dal 2017 con quattro concerti tra Accumoli e Amatrice. Si conclude invece a Farfa con la band "Lorenzo Bisogno 4Tet Feat. Massimo Morganti" perché recuperiamo la data del 19 agosto. Ed io ne sono felice perché comunque Farfa ci ha accolto davvero a braccia aperte. In primis la Fondazione Cremonesi e il Padre Priore Dom Eugenio Gargiulo ma anche la comunità che in questo mese è stata partecipe e ci ha supportato. Quindi credo che sia anche giusto concludere questo percorso estivo qui a Farfa.

Non è il primo anno che organizzate concerti nel borgo farfense ma possiamo dire che è la prima esperienza con sede stabile a Farfa dove, appunto, avete offerto diversi tipi di eventi musicali e culturali. Cosa le ha lasciato questo "primo" anno a Farfa?
Lo scorso anno è stato di transizione perché il Parco Cremonesi era l'unico luogo in Sabina a poter ospitare un Festival consentendoci il distanziamento nel rispetto dei protocolli Covid.
Questo 2022 è il primissimo anno in cui il Fara Music in qualche modo ha intrapreso un percorso nuovo all'interno dell'Abbazia di Farfa. Sia nel primo blocco dell'ultima parte di luglio all'interno del Parco Cremonesi con concerti importanti che hanno avuto anche dei sold out come nel caso di Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso con la "Fabio Zeppetella Quartet Feat" e Roberto Gatto; sia in questa seconda parte dove abbiamo inaugurato lo spazio "Into the garden".
Uno splendido cortile cinto dalle mura abbaziali che ci consentirà di poter promuovere, insieme al Festival, anche l'Abbazia e il Comune di Fara in Sabina come realtà presenti nei cartelloni non solo estivi ma anche autunnali e invernali.

Qual è il programma futuro?
Il programma futuro in parte è in stand by a causa del Covid che ancora non ci ha abbandonato! Stiamo infatti aspettando cosa avverrà a livello di protocolli nel mese di ottobre. Posso garantire che da aprile a settembre 2023 ci sarà un programma piuttosto ampio all'aperto nel nostro "Into the garden".
Ma tra le idee c'è anche quella di programmare degli appuntamenti al chiuso in questa splendida struttura che è un edificio che si presta ad accogliere diverse iniziative culturali. Non solo concerti ma anche presentazioni e attività in cui il Fara Music incontra le altre arti, cosa che abbiamo già fatto nella prima parte del Festival. Sicuramente non ci fermiamo e riapriremo presto le porte per offrire uno spazio animato dall'incontro diretto tra artisti e spettatori".

Foto: Riccardo Rossi

 

 

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